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Una Donna per Amico... Manca il sordo. Capre e p. Lavoro di sempre. Lascio io

zani carlo

Una Donna per Amico... Manca il sordo. Capre e p. Lavoro di sempre. Lascio io
Una donna per amico, non l'avrei mai detto...
ma è solo l'illusione
per i pensieri strani che affollano la mente
credere alla versione che si vuol diluita
nel piccolo stagno di torbide acque
che chiamano ragione...
Come puoi avvicinarti al dolce miele
inebriante e profumato
senza poi esserne ammaliato...

Spavaldo... tu che pensi in cuor tuo
di essere più forte dei tanti
solo forse un po' più onesti.

Uomo timoroso cavalca forte il vento
che ti allontana in un momento
da avere una donna per amico,
anticamera io penso di un profondo sentimento...

Fascino
la loro stessa essenza
MANCA IL SORDO
Sorvolare strane piccole casupole
e riflettenti chiome di cristallo
lasciando ad altri libera visione nella torre di controllo
tra radici che s'inchinano gentili al mio passaggio
perché proprio io lo voglio...
il muto che consiglia la rotta da tentare
e il cieco che l'aggiusta rimasto a terra per guardare
stella tra le stelle che non ha potuto mai ammirare...

E dietro la foresta di rubini intravista dal riflesso
insistente forse un matto ora mi chiama
avvertendomi ma invano
che tanto non mi opprime più l'idea
di quella miope canicola d'agosto
lei così impegnata conta ampolle di sudore
rannicchiata ai margini del bosco
distratta da quel gatto claudicante
che graffia il suo didietro divenuto ormai ingombrante...

ed io che in cavaliere mi trasformo
ricevendo dal mio cane uno starnuto sul gelato
che il buon cuore del matto di prima s'è inventato
e se non fosse perché mezzo addormentato
non mi sarebbe mai caduto là sull'orlo del dirupo...

Allora gonfio il petto e faccio l'ombra
nell'operar di guardia perché nessuno la comprenda
favoletta dell'uno un po' qualunque
risvegliato d'improvviso dal suono d'un tamburo
accarezzato da quel sordo la mattina che sbadiglia si felice
in quell'assurdo pazzo azzurro sogno
non comprendendo quanto il cieco e il muto
ne abbiano davvero e così tanto di bisogno.
DI CAPRE E PADRONI
Strano sproloquio di strambe scommesse
che muti cervelli
malate perse scommesse
tra figuri piangenti
di miopi lamenti
portati in gran fasto
lande di greggi erranti
del tempo i padroni
in svaniti ricordi
e tempi migliori...

Balli sfrenati in alcove di calce
ruote di bruchi attaccati alla falce
tutti li appesi tra bocche assetate
nell'arte del vuoto di capre assonnate
che ascoltano figli di un padre cornuto
asfaltare lezioni di questa giornata
all'astante soltanto bevande annacquate
di nascosto ragioni sulle spalle del giorno
prigioniero riflesso della notte il contorno
che di questo mio sogno nel mondo irreale
è stralunata visione non proprio felice
se non molto davvero è il poco che dice.

IL LAVORO DI SEMPRE
Corvi dal tetto
grondano il sangue
cola sul mento
d'un bieco ignorante
creduto il più saggio
temuto dagl'altri
pregato nel mazzo
fango tra i santi
riflesso che uccide
nel forno dei tanti
rimasto a pregare
immagina un tango
istruisce quel sogno
e non limita affatto
l'imbibito desiderio
della nostra paura
è vedere il tuo spirito
pregare il fervore
nella storia ripete
il suo cantico antico
che sorge dal secolo
del tuo lamento infinito
LASCIO IO
Mani tremanti...
le ossequio al tramonto
bigio e deforme al lavoro pedante
in cambio un lamento
di sorde conquiste
un posto tra i tanti
e che me ne faccio...
sono nato un momento
tra mura assordante lamento
mi sono poi aggiunto
gustando il premio
d'un risultato indigesto...

però continuo a combattere
con le mie membra fasciate
d'un ricordo io vivo
amore perso in estate
saprò quindi vagare
tra moltitudini
di porte mai spalancate
che schiaffeggiano lune
illuminate dal monito
di chi non fa niente
ma lasciate che dorma
sono stanco e si vede...
e chi non guarda ora mi conosce.

Esoterismo Origine

Esoterismo e verità...
rituali e base storica
impressa per donare
al timore nuova linfa salvifica

nessuna realtà
menzogna può nascondere
al netto della natura
antitesi pericolosa la pace...

notati al limite
di un cuore malato
offrire si può al dovere
il proprio sacrificio...
in eterno

zani carlo | Poesia pubblicata il 01/03/20 | 216 letture

Nota dell'autore:

«Più vado avanti con gli anni e più trovo affascinanti tutte le donne... e qualcosa di ognuna mi regala emozioni...
cosa che non avrei mai pensato... ma son felice di questo.
»

 
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Opera pubblicata ai sensi della Legge 22 aprile 1941 n. 633, Capo IV, Sezione II, e sue modificazioni. Ne è vietata qualsiasi riproduzione, totale o parziale, nonché qualsiasi utilizzazione in qualunque forma, senza il consenso dell'Autore.

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