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Polizze vita: cosa sono e chi entra in gioco

Un'esperta ci aiuta ad orizzontarci fra le polizze assicurative (vita, danni e fondi pensioni)

Moderatore: stellaerratica

Polizze vita: cosa sono e chi entra in gioco

Messaggiodi stellaerratica » venerdì 6 marzo 2009, 18:52

Salve a tutti,
iniziamo con il nostro cammino nel mondo delle polizze vita. cercherò di esser molto semplice apportando esempi magari stupidi o volutamente assurdi ma chiari(ficatori).

innanzitutto, cosa sono le polizze vita?
le polizze vita sono dei contratti stipulati tra voi e una compagnia assicuratrice (d'ora in poi: compagnia o assicurazione) che possono prevedere:
il pagamento di un premio unico iniziale (pic) o un piano di accumulo (pac) secondo le condizioni contrattuali (tot euro al mese, bi-tri-se-mestrali o annuali),
- con una garanzia di capitale o meno (attenzione: non sempre è garantito)
- con degli interessi minimi garantiti o variabili
- con una rendita (vitalizia, certa o altro tipo di rendita) o meno
oppure la corresponsione di un capitale ad una determinata scadenza e/o in caso di morte dell'assicurato (in questo caso al/ai beneficiari/o o agli eredi legittimi e/o testamentari).
possono essere delle polizze che investono in vari tipi di strumenti:
- gestioni separate, ovvero il/i fondo/i interni e propri della compagnia;
- unit linked, ovvero quote di fondi comuni d'investimento;
- index linked, ovvero legati agli indici di alcuni mercati borsistici;
- misti, ovvero investono in più comparti) oppure che hanno garanzie solo in caso di morte dell'assicurato.

importante a questo punto è capire quali sono le figure importanti per le polizze: ASSICURATO, CONTRAENTE, BENEFICIARI.
Il peggior crimine è conoscere la verità e non far nulla.
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L'Assicurato e il Contraente

Messaggiodi stellaerratica » venerdì 6 marzo 2009, 19:16

E' brutto da dire così, però sostanzialmente l'ASSICURATO è colui sulla cui testa si gioca la vita della polizza.
ovvero, fintanto che l'assicurato è in vita, la polizza è in vita. se muore l'assicurato (indipendentemente da chi è il contraente -solitamente lo stesso assicurato, ma non sempre), la polizza va (= deve essere) liquidata agli aventi diritto (beneficiari/ designati/o o eredi legittimi e/o testamentari). anche se in perdita, va liquidata perché è appena entrata in vigore (ottobre 2008) una normativa per la quale:
- se l'assicurato è morto prima dell'ottobre 2007, gli aventi diritto hanno tempo un anno dal decesso per richiedere la liquidazione (di fatto sono scaduti i termini e lo Stato si incamera i soldi...);
- se l'assicurato è morto dopo l'ottobre 2007, gli aventi diritto hanno tempo due anni dal decesso per chiedere la liquidazione.
anche se magari la polizza è in perdita, è sempre meglio liquidarla che vederla incamerare dallo Stato, no?
tornando al nostro assicurato, lui è il motivo per cui esiste la polizza ed è l'unica figura che NON può essere cambiata.

chi invece decide della vita della polizza (sempre fin quando l'assicurato è vivo) è il CONTRAENTE.
il contraente è colui che ha diritto di fare ciò che vuole della polizza. è lui che la sottoscrive, è lui che esercita l'eventuale diritto di recesso dalla polizza (entro 30 giorni dalla decorrenza, eventualmente rimettendoci il costo una tantum di apertura della stessa) e la possibilità di fare modifiche (nel limite delle condizioni contrattuali) alla polizza (cambio del conto corrente, pagamenti, scelta del beneficiario o dei beneficiari, liquidazione e chiusura della polizza, cessione della contraenza a favore di altra persona e/o ente, usufruisce della detraibilità o della deducibilità della polizza - a seconda delle caratteristiche della stessa).
insomma, riassumendo, il contraente fa il bello e il brutto tempo della polizza, sempre a patto che l'assicurato (che può coincidere o meno con l'assicurato) sia in vita e sempre in base alle condizioni contrattuali.
Il peggior crimine è conoscere la verità e non far nulla.
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Il Beneficiario - La polizza vita esce dall'asse ereditario?

Messaggiodi stellaerratica » venerdì 6 marzo 2009, 20:22

Il BENEFICIARIO è una figura che entra in gioco in un secondo momento, per due motivi:
- la polizza è arrivata alla sua scadenza naturale (il contratto dura per un periodo limitato nel tempo);
- l'assicurato muore prima della sua scadenza naturale (se ha una scadenza, oppure in qualsiasi momento nel caso in cui la polizza sia a vita intera, cioè fino a quando il contraente non decide di liquidarla o appunto se l'assicurato muore).

- nel primo caso, cioè a scadenza, si parla di BENEFICIARIO CASO VITA,
- nel secondo caso, cioè l'assicurato muore durante la vita della polizza, si parla di BENEFICIARIO CASO MORTE.

il beneficiario caso vita, è la persona (o le persone) scelta dal contraente all'atto della sottoscrizione (o eventualmente modificata successivamente con comunicazione alla compagnia) che ha il diritto di chiedere la liquidazione a partire dalla data di scadenza della polizza. solitamente coincide con l'assicurato e/o col contraente, ma non è per forza detto.

il beneficiario caso morte, invece, è la persona (o le persone) che hanno il diritto di chiedere la liquidazione quando l'assicurato muore. è una figura molto importante perché può far nascere qualche dissapore in casa...
perché? perché ve lo spiego mano a mano.
parliamo del beneficiario: è una o più persone, un ente, una società, o possono essere gli eredi legittimi e/o testamentari. all'atto della sottoscrizione della polizza, il contraente sceglie il beneficiario (sia caso vita -se previsto- sia caso morte) e può modificarlo fintanto che la polizza è in vita e non sia scaduta.
come si modifica il beneficiario? con una comunicazione alla compagnia o con l'espressione esplicita nel proprio testamento: il richiamo alla polizza (numero di contratto e nome della compagnia) deve essere esplicito ("il beneficiario della mia polizza 1234 di assicurazioni erratiche" desidero che sia mario rossi, nato a xxx il 00/00/00 - o indicandone il codice fiscale, solo per evitare casi di omonimia), se fosse generico (voglio che per le mie polizze il beneficiario sia mario rossi) non è ritenuto valido. comunque sia, l'ultima modifica riconosciuta valida (sia per testamento -purché valido ed efficace- o sia attraverso una comunicazione scritta alla compagnia), è quella che determina il beneficiario cui liquidare.

dicevo, la scelta del beneficiario è importante. perché è vero che le polizze vita in teoria escono dall'asse ereditario e che quindi se io scelgo che il mio beneficiario sia il mio amante, solo lui può chiedere quei soldi e i miei eredi legittimi restano fregati. ma questo vale fintanto che la polizza non risulti essere parte della legittima.
mi spiego meglio:
- poniamo che io scelga il mio amante per beneficiario, che oltre alla mia polizza io abbia anche un'auto, una casa ed altri soldi. in quel caso, nel momento in cui io venga a mancare, mio marito e mio figlio (che io non ho, ma capiamoci) non hanno diritto a rivendicare la polizza. perché hanno la loro parte di legittima nell'auto, nella casa, nei soldi che lascio (fosse vero... :mrgreen:)
- poniamo invece che, sempre il mio amante per beneficiario, io non possieda nulla se non la polizza, in quel caso mio marito e mio figlio hanno il diritto di chiedere la loro parte di legittima perché farebbe parte di una sorta di eredità che io lascio.
ah, nel caso in cui, il beneficiario designato sia morto al momento della mia dipartita, in quel caso la polizza entra nell'asse ereditario del beneficiario, ovvero agli eredi legittimi e/o testamentari del mio amanti (nel mio esempio).

nel caso in cui il beneficiario, al momento della morte dell'assicurato, sia ancora minore o interdetto, ovviamente dovrà intervenire il giudice tutelare con la nomina di un tutore, l'autorizzazione all'incasso e le indicazioni su cosa fare di questi soldi nel bene del beneficiario.

è tuttavia facoltà del beneficiario rinunciare al beneficio (= ai proventi della polizza).

vi ricordo quanto scritto precedentemente:
se l'assicurato muore e il beneficiario non chiede la liquidazione entro i termini previsti (attualmente 2 anni, se il decesso risale a dopo l'ottobre 2007; se il decesso risale a prima dell'ottobre 2007 i soldi son persi), lo Stato si incamera i soldi destinandoli a qualche fondo di risarcimento, in questo momento ho un lapsus.
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