Donne Moderne

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Alcoolismo.

Quello che le donne devono affrontare su se stesse e sui propri partner

Alcoolismo.

Messaggiodi Selene47 » sabato 7 marzo 2009, 21:24

Il mio ex marito mi nascose di essere alcoolista. Lo ho scoperto qualche giorno dopo il matrimonio. Un dolore lacerante e tremendo dal quale non mi sono ancora ripresa. Quando beveva diventava cattivo. Aveva uno sguardo che metteva paura. Lasciò il suo lavoro dicendomi che era stato licenziato e invece non era vero. Lo ho scoperto solo dopo. Lo mantenevo io. Lavoravo e mi dovevo sobbarcare anche i lavori in casa e sbrigare tutte le cose pratiche perchè lui non era in grado. Lo feci curare in una asl di Cagliari. Lo accompagnavo due volte alla settimana. Alle riunioni potevano assistere anche i congiunti. Un anno di sacrifici e guarì. Nessuno dei suoi parenti si interessò alla sua guarigione, solo i miei famigliari mostrarono comprensione. Dopo la guarigione una notte mi chiamò con il nome di un' altra donna e dovette confessare tutto. La goccia che fece traboccare il vaso. Un uomo crudele che ha saputo solo farmi piangere e che non mi ha mai dimostrato amore e nemmeno riconoscenza per tutti i sacrifici fatti per lui. L' alcoolismo è una malattia curabile, ed è guarito, ma la cattiveria non dipendeva dall' alcool ma dalla sua indole e dal brutto carattere. Ho imparato tante cose in quel centro. Ho assistito a tanta sofferenza sia degli alcoolisti sia dei parenti. Un problema grave e diffuso in tutte le classi sociali e in tutte le età. Vi erano casi disperati di giovanissimi che fumavano anche canne rendendo la guarigione ancora più difficile essendoci due dipendenze contemporaneamente. Una esperienza che mi ha segnata profondamente.
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Re: Alcoolismo.

Messaggiodi LIBRE MOI » domenica 8 marzo 2009, 18:53

Sono certa che quest'esperienza ti abbia segnata... ti abbia ferita nel profondo... ma di una cosa devi essere orgogliosa, di aver stretto i denti e di aver aiutato colui che amavi... Poi le circostanze della vita possono distruggere tante cose ma il bene che si è fatto... quello no... quello resta e diviene corona di bellezza per chi l'ha dato... Sii fiera di te stessa e non ti sentire ferita nei sentimenti e nell'orgoglio... lo so che può non essere facile ma il bene... è sempre un bene che ha dato felicità primariamente a chi lo ha dato e chi veramente merita saprà riconoscerne il valore...
Un sorriso e un raggio di sole... Tis... §*_*§
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Re: Alcoolismo.

Messaggiodi phersu » domenica 8 marzo 2009, 19:26

L'alcolismo è una dipendenza devastante, soprattutto per chi ha la sfortuna di stare a contatto con tali tossicodipendenti, purtroppo finché nel nostro Paese ci sarà la cultura del "bicchiere" tale problema resterà irrisolto, anzi sarà sempre in continuo progresso.
Allora, io lavoro con un alcolista cronico, il dottore gli ha dato pochi anni di vita, se non si cura, ma lui niente! beve tranquillamente. Inizia con il solito "bianco" alle 06.30 del matino, quando esce di casa e termina dopo alcuni litri di bianco ingurgitati, alla sera. Sul lavoro ha parecchie crisi di astinenza, in media una ogni ora, quindi va in macchina, dove sotto al seggiolino (parte guidatore) ha di ché dissetarsi. Questo ripostiglio segreto (di pulcinella) lo mantiene anche in estate, infatti ingurgita vino a 40°di temperatura, ma ormai neanche se ne accorge più. Sul lavoro abbiamo tentato più volte di parlargli del suo problema, ma lui nega di averlo e si incazza, allora lo prendiamo per il culo, come merita. Infatti dobbiamo sobbarcarci anche la sua parte di lavoro e di responsabilità, la ditta sa tutto, ma se lo licenziano come vivrebbe la famiglia?
Poi abbiamo il collega che è ubriaco solo al pomeriggio, gli è fatale la pausa pranzo. Questo, al contrario dell'altro che è aggressivo solo nei periodi di astinenza, quando viene al lavoro ubriaco ha crisi di ilarità che poi sfociano in comportamenti semi-aggressivi, dobbiamo stare attenti, perché è già distratto di suo, poi quando è ubriaco è un disastro, se per sfortuna si scordasse di bloccare i carichi sospesi, ci ammazzerebbe in tre o quattro.
Come ciliegina sulla torta, abbiamo anche un indiano che lavora per una ditta esterna che il lunedì è sempre ubriaco (dal venerdì sera precedente, poi fa il continuato a base di super alcolici anche il sabato e la domenica).
Lui non è pericoloso, lo troviamo a volte a dormire appoggiato a qualche pilastro di cemento, la sua religione non gli permetterebbe di bere, ma lui lo fa, mentre la sua cultura gli permette di trattare male la moglie ed i figli quando è su di giri. I poveretti stanno zitti, primo perché noi italiani ai loro occhi siamo solo una massa di ignoranti culturalmete e spiritualmente inferiori, secondo perché se andassero dai carabinieri i quali arresterebbero il tipo, poi a casa non si saprebbe cosa mangiare, infatti a molte mogli è caldamente sconsigliato avere un lavoro.
Cosa farei io? Una bella legge che chi va in ospedale con problemi dovuti all'alcolismo, deve pagare le cure, essendo un peso, un pericolo ed un costo per la società. Sospenderei a tutti la patente di guida, finché non si disintossicano, li farei uscire di casa solo un paio d'ore al giorno ed in caso di violenza a danno di familiari o terze persone, carcere assicurato. Se vi arriva in casa il figlio ubriaco, tanto che sia minorenne od ultra trentenne, una buona cura a base di calci nel culo non guasta mai.
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